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comunicato stampa

In duecento vanno alla scoperta delle abitudini alimentari e sociali della mummia Ötzi

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Ha chiuso con un grande riscontro di pubblico e interesse l’edizione 2024 della rassegna “Archeologia del gusto. La storia è servita” organizzata dal Museo del Territorio di Riccione.

Domenica pomeriggio al Palazzo del Turismo si è svolto l’ultimo incontro alla scoperta delle abitudini alimentari del passato con la conoscenza di una delle mummie più famose dell’archeologia mondiale: la mummia Ötzi. Ospite della conferenza il professor professor Andrea Putzer del Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano che ha coinvolto le 200 persone presenti con le tante curiosità che le scoperte scientifiche rivelano oggi sulle abitudini e sulla vita di Ötzi.

La mummia, ritrovata nelle Alpi dell’Ötztal, ha la particolarità di essere arrivata a noi praticamente intatta. Sottoposta a un processo di mummificazione naturale all’interno del ghiacciaio, Ötzi è una cosiddetta mummia umida. La lunga permanenza nella neve e nel ghiaccio ha fatto sì che il corpo si disidratasse, perdendo gran parte del suo contenuto di acqua. La mummia, ha raccontato il professor Putzer, è stata sottoposta in questi anni a un numero sorprendente di analisi chimiche e radiologiche volte a conoscere il più possibile sulla sua vita, fino alle malattie e alle infezioni cui era sottoposto.

Le analisi hanno attestato che Ötzi era un uomo di 45 anni, dalla corporatura sportiva e longilinea e di altezza 1 metro 54, nella media della popolazione del tardo Neolitico. Le numerose ricerche scientifiche ne hanno messo in luce lo stato di salute, gli agenti patogeni degli organi interni, le malattie che lo avevano colpito, come l'arteriosclerosi, dati con i quali si sono potute ricostruire le abitudini alimentari, comportamentali e sociali dell’uomo venuto dal ghiaccio, fino a ricostruirne la causa della morte che una radiografia del 2001 potè indicare nel residuo di una punta di freccia di selce sulla spalla sinistra. Ötzi era stato ucciso.

La rassegna “Archeologia del gusto” ha coinvolto il pubblico anche con due apprezzatissime degustazioni a cura degli studenti e degli insegnanti dell’Istituto Alberghiero di Riccione. Le degustazioni sono state un viaggio del gusto e della ricerca gastronomica che ha ripercorso le due tappe della rassegna: la cucina mediorientale per il primo incontro dedicato al vasellame della cucina islamica nel periodo compreso fra VIII e XIII secolo e la cucina ai tempi di Ötzi in area alpina per l’ultimo appuntamento.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2024 alle 22:03 sul giornale del 06 febbraio 2024 - 14 letture






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